F.A.Q. psicoanalisi/psicologia

Chiede un appuntamento una persona che sta sperimentando una sofferenza e ne vuole sapere qualcosa, sente un cambiamento importante nella sua vita e nelle sue relazioni e vuole capire come star meglio con sé stesso e con gli altri. Non esiste mai la sola sofferenza, ma c’è una persona che sta male, inserita nelle sue relazioni personali e sociali. Sono queste relazioni ad essere interrogate, per arrivare a re-inventarsi nella propria storia di vita, diventarne in un qualche modo protagonista attivo.

È possibile prenotare una prima seduta con una chiamata o una mail. Durante questo primo incontro si lavorerà su quale siano le tematiche emergenti, le necessità che la persona sente e si definiranno i tempi ed i costi del lavoro.

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“Quanto alla colpa propriamente detta, essa non è tanto un sentimento quanto una posizione del soggetto, che accetta di farsi responsabile di quel che gli avviene. é la condizione stessa della analisi” C. Soler, l’inconscio a cielo aperto della psicosi. Possiamo dire che la psicoanalisi ha come mira rilevare il sintomo del soggetto, restituirgli la sua soggettività. Essa permette una vivibilità che si fonda su un cambiamento nella dimensione soggettiva, nella posizione del soggetto. Fondamentale è quindi il ruolo della responsabilità. “Sono arrivato pensando di voler tornare alla normalità, ora mi accorgo che non vorrei tornare indietro. Sono diverso e ne sono felice.”

Una persona chiede un aiuto ad uno psicoanalista quando qualcosa non è più come prima, avverte una specie di vacillazione, qualcosa che non corrisponde più a ciò che credeva di essere o volere.
Lo psicoanalista offre uno spazio di parola al soggetto, un luogo in cui potersi ri-orientare, modificando così la sua posizione ed i suoi legami. Possiamo dire che si tratta di fare in modo che il soggetto possa farsene qualcosa del suo dolore di esistere. Ma come?

“(…) l’arte dell’analista dev’essere quella di sospendere le certezze del soggetto, finché se ne consumino gli ultimi miraggi” J. Lacan, Funzione e campo della parola e del linguaggio

Nell’esperienza lavorativa ho più volte incontrato una grande confusione rispetto ai diversi professionisti che si occupano della sfera psichica. Risulta di fondamentale importanza conoscere quali siano le aree di intervento di ognuno e, di conseguenza, in cosa divergono i diversi apporti.

Lo psichiatra, laureato in Medicina e Chirurgia, si occupa dei disturbi mentali, ponendo il focus sul lato biologico/corporeo. Questo comporta una presa in carico di tipo medico, spesso –ma non solo- con prescrizione di farmaci generici e psicofarmaci.

Lo psicologo, laureato in Psicologia, si interessa, invece, delle dinamiche intrapsichiche/relazionali, con attenzione agli aspetti emotivi e cognitivi del sintomo.

Lo psicoterapeuta, che sia laureato in psicologia o medicina, ha conseguito un diploma di specializzazione in psicoterapia, ed è il professionista indicato nella cura e nel trattamento dei disturbi psicopatologici; i suoi principali strumenti di lavoro sono il colloquio clinico e la relazione terapeutica.

Nel mio caso, la mia specializzazione è ad indirizzo psicoanalitico lacaniano, ovvero, orientata dall’insegnamento dello psichiatra e psicoanalista francese Jacques Lacan (1901-1981).

“L’analisi è qualcosa che consiste nell’incitare qualcuno a passare per il proprio fortunato buco (bon trou) che gli è offerto come singolare” J. Lacan, Il piacere e la regola fondamentale”

A partire dalla sofferenza che porta il soggetto, si tratta di permettergli una traversata, un viaggio che si apre sul suo personale e singolare discorso. Diverso da quella di altri e per questo prezioso.

“(…) L’analisi è assolutamente inseparabile da una questione fondamentale sul modo in cui la verità entra nella vita dell’uomo. La dimensione della verità è misteriosa, inesplicabile, nulla permette di coglierne la necessità in modo decisivo, dato che l’uomo si adatta perfettamente alla non-verità.” J. Lacan, il seminario, libro III

Il primo colloquio è un momento importante per il lavoro, forse il più importante. é il momento in cui la persona che richiede il nostro ascolto ci incontra e si racconta, spesso per la prima volta, ad un professionista. In questo colloquio si racconta la tematica che fa soffrire, ci si apre ad un discorso che implica un altro specifico ascolto e ci si apre ad un possibile cambiamento.

In questo colloquio si inizia a decidere come si procederà, il costo del lavoro e si stabilisce un legame con lo psicologo.

Mi è stato detto “so che altre persone hanno problemi molto più gravi, ma per me..”, mi sento di rispondere a tutte le persone che si trovano in questo dubbio che ogni tematica, ogni sofferenza ha una sua dignità e deve essere ascoltata. è importante non fermarsi a questi timori, nè a quello economico che trova un suo spazio (come ogni altra tematica soggettiva) nel lavoro analitico. 

Il passaggio da coppia a genitori è una fase estremamente delicata, per questo è necessario un pensiero articolato, capace di sostenere le prove e permettere la scoperta della propria – assolutamente singolare e inedita-modalità di essere madre o padre. Si tratta di interrogare l’insieme relazionale che li lega, il suo evolversi dall’epoca prenatale, dal sogno della genitorialità, alle vicende della gestazione, fino al parto ed alla grande separazione/rivoluzione che la nascita porta con sé.

La salute fisica e mentale ed il benessere nella perinatalità riguardano sia i genitori che i neonati, oltre i figli già nati ed il loro avvicinarsi al cambiamento. Importante è pensare ad un percorso di pensiero che sostenga l’elaborazione degli eventi fisiologici, positivi e, sfortunatamente funesti, che l’avventura della genitorialità può mettere sulla scena.

F.A.Q. LOGOPEDIA

La logopedia è la  professione sanitaria che si occupa dello studio, della prevenzione, della valutazione e del trattamento riabilitativo delle patologie del linguaggio orale e scritto, della comunicazione, della voce e delle funzioni deglutitorie in età evolutiva, adulta e geriatrica.

ATTIVITÀ DI: 

  •  Inquadramento, anamnesi, osservazione e valutazione delle patologie e dei disturbi di sua competenza attraverso l’uso di prove standardizzate, test, colloqui, osservazioni; analizzando eventuali  documentazioni cliniche in possesso della persona assistita
  •  Pianificazione ed esecuzione di programmi riabilitativi 

 Counseling informativo, addestrativo-pedagogico, alimentare e restitutivo  per l’esplicazione del problema riscontrato, per fornire l’apprendimento di strategie riabilitative utili  all’assistito e ai care-giver di riferimento nella gestione quotidiana.

È possibile prenotare una prima seduta con una chiamata o una mail. Durante questo primo incontro si lavorerà su quale siano le tematiche emergenti, le necessità che la persona sente e si definiranno i tempi ed i costi del lavoro.

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IN ETÀ ADULTA per i seguenti disturbi:

  • Disfagia (disturbi della deglutizione)
  • Disfonia (disturbi della voce)
  • Disartria (disturbo motorio del linguaggio)
  • Afasia (disturbi della parola) di solito conseguenti a traumi cranici, eventi ictali, patologie neurologiche e chirurgie oncogene. 
  • Balbuzie 

IN ETÀ EVOLUTIVA per i seguenti disturbi:

  • Disturbi di linguaggio
  • Disturbi specifici di apprendimento o DSA (difficoltà di lettura, di compitazione, di calcolo) 
  • Balbuzie
  • Disturbi articolatori (difetti di pronuncia)
  • Deglutizione disfunzionale e squilibrio muscolare oro-facciale
  • Disfonia infantile (disturbi della voce)

Le difficoltà dei bambini sono molto complesse e si compongono di componenti emotive, soggettive ed organiche/funzionali. Questo si vede molto facilmente nelle tematiche che riguardano il linguaggio. Nel nostro studio prevediamo un primo colloquio condotto in tandem da psicologa e logopedista, seguito da un piccolo percorso valutativo che ci aiuterà a fare una fotografia di apertura e definire il tipo di lavoro che potremo svolgere insieme. Nel caso ce ne fosse la necessità potremmo richiedere un approfondimento neuropsichiatrico, sempre concordato con i genitori.

A seguito di un momento di restituzione con i genitori, si inizierà il percorso terapeutico con obiettivi specifici pensati per il bambino che abbiamo osservato e con il quale abbiamo stabilito un legame.

Le difficoltà dei bambini sono molto complesse e si compongono di componenti emotive, soggettive ed organiche/funzionali. Questo si vede molto facilmente nelle tematiche che riguardano il linguaggio. Nel caso il bambino avesse già effettuato un percorso valutativo presso una UONPIA (neuropsichiatria) nel  nostro studio prevediamo un primo colloquio condotto in tandem da psicologa e logopedista con immediata restituzione del percorso ed obiettivi di lavoro.

Nel caso si evidenziasse la necessità di ulteriori approfondimenti chiederemo di effettuare un piccolo e definito lavoro valutativo al seguito del quale si inizierà il percorso terapeutico con il bambino.

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